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agosto 04, 2009 by
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Il sole previene e causa tumori
Il sole non è più il grande nemico. I dermatologi assicurano che non fa male, anzi può avere anche un effetto anticancro. Via libera quindi all’abbronzatura, purché presa con criterio. Le regole di base da rispettare sono sempre le stesse: attenzione agli orari in cui ci si espone (evitare quelli in mezzo alla giornata) e proteggersi con creme solari.
Se quindi preso con intelligenza, il sole ha importanti effetti benefici sulla salute e esercita anche un’azione antitumorale. Diventa invece pericoloso se ci si abbandona a eccessi di esposizione. L’importante quindi e’ non scottarsi. Le bruciature, infatti, non vanno prese alla leggera perché, fra i principali fattori di rischio di alcuni tumori cutanei c’è per l’appunto l’eccessiva esposizione al sole soprattutto in età infantile e giovanile. Ustioni frequenti potrebbero, in questi casi, al formarsi di lesioni precancerose. Non per nulla i cancri cutanei si sono rivelati più frequenti in quegli individui che lavorano all’aria aperta.
E’ pertanto una questione di equilibri: l’eccesso di sole può essere causa di tumore e lo stesso tumore può essere prevenuto grazie a una corretta esposizione al sole. E’ bene quindi vedere nel sole un alleato della salute: un’esposizione costante di un paio d’ore giornaliere può diminuire fino al 50 per cento il rischio di sviluppare tumore alla prostata, al seno e al colon.
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agosto 04, 2009 by
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Dimagrire: gli integratori vincono su farmaci e libri
Le aziende farmaceutiche da anni investono milioni di dollari per trovare la “pillola delle meraviglie”, la sola in grado di aiutare milioni di persone in soprappeso. La gara è aperta e i partecipanti sanno che la posta in gioco è alta. Molto alta: chi la trova è il Re. Ma, almeno in campo farmacologico, la pillola è come l’isola di Peter Pan: non c’è. Negli scorsi mesi sono stati immessi nel mercato tre farmaci che hanno riempito le speranze di chi da sempre cerca di dimagrire senza riuscirci, ma hanno fatto flop: il Ribomanant (Sanofi-Aventis), ritirato dal mercato; stessa sorte per il Taranabant (Merck) mentre è stato miseramente accantonato il farmaco sperimentale della Pfizer.
Approfittando di questi fallimenti farmacologici, negli ultimi tempi è emersa una nuova moda alimentare, il metodo Montignac, ovvero, come recita il titolo del suo bestseller, dimagrire per sempre mangiando normalmente. Come? Concentrandosi esclusivamente sull’indice glicemico. Il metodo, aspramente criticato e giudicato pericoloso dalla comunità scientifica, una volta divenuto libro, è stato letto da milioni di persone in tutto il mondo. La sua è una “dieta” comoda, quindi per forza di cose incontra chi cerca la soluzione facile. Secondo Montignac, infatti, si può dire addio a esercizi fisici, valori delle calorie e rinunce ai grassi. Per nutrizionisti e cardiologi la dieta Montignac è pericolosa, illude, non serve a niente e porterebbe a gravi squilibri.
Sul fronte integratori, invece, è ormai consolidato l’innovativo prodotto, considerato utile aiuto per il controllo del peso corporeo nell’ambito di regimi alimentari equilibrati: Benesserlife, i cui principi attivi permettono un adeguamento progressivo alimentare, con una riduzione costante e duratura della massa grassa, non intaccando minimamente quella muscolare. E’ stato reputato un prodotto “educativo”, da integrare quindi durante i pasti, per aiutare la riduzione del peso corporeo. Grazie a queste caratteristiche il successo di Benesserlife è stato straordinario in tutto il mondo.
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giugno 26, 2009 by
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Michael Jackson, il re del pop statunitense, uno dei cantanti più leggendari e controversi della storia musicale di tutti i tempi, si è spento ieri a Los Angeles a causa di un arresto cardiaco. Aveva cinquant’anni.
Jackson era stato ricoverato d’urgenza, per un arresto cardiaco, all’ospedale Ucla Medical Center di Los Angeles alle 12:21 ora locale (le 21:21 in Italia) mentre si trovava nella sua casa di Holmby Hills, sulle colline di Los Angeles. Il fratello Ransy ha detto che è crollato all’improvviso.
I paramedici accorsi al suo capezzale hanno tentato di soccorrerlo, effettuando le procedure per la rianimazione cardio-polmonare. Ma ogni tentativo per salvarlo è risultato vano: quando l’ambulanza è giunta in ospedale il cuore di Michael Jackson aveva già smesso di battere, ha raccontato uno dei soccorritori alle tv. Salvarlo, a quel punto, era un’impresa quasi impossibile.
Dopo cinque minuti di arresto cardiaco i danni alla corteccia cerebrale diventano irreversibili, ha infatti spiegato alla stampa Marco Pappagallo, neurologo e direttore della Pain Clinic del Mount Sinai Hospital di New York. Se dunque fosse sopravvissuto, sarebbe in ogni caso rimasto in coma vegetativo. L’annuncio della sua morte ha prodotto un’eco profonda in tutto il mondo. Tra le cause principali sicuramente l’enorme affaticamento a cui era sottoposto negli ultimi anni: “Michael era impegnato in un viaggio incredibilmente difficile e spesso autodistruttivo – racconta Michael Levine, uno dei responsabile delle relazioni pubbliche del cantante – un essere umano non può sopportare un tale livello di stress per così tanto tempo”.
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giugno 26, 2009 by
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In maniera del tutto inaspettata anziché risparmiare sul superfluo, gli italiani ricorrono molto più di prima al chirurgo estetico. Sono gli effetti imprevedibili della crisi economica: ”Tutti vogliono arrivare all’estate in perfetta forma: anche grazie ai prezzi in calo, abbiamo avuto un aumento di richieste di interventi del 20% – spiega Carlo D’Aniello, presidente della Società italiana di chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica (SICPRE) in occasione del convegno La gestione del rischio nella chirurgia estetica, organizzato dall’Osservatorio sanità e salute e patrocinato dal Senato della Repubblica – soprattutto per mastoplastica additiva, rinoplastica, blefaroplastica e liposcultura. Preoccupazione anche per l’alto numero dei giovani che chiedono di cancellare tatuaggi.
Informazione e regole chiare in un campo delicato come quello della chirurgia estetica sembrano essere le parole d’ordine per prevenire questo genere di problemi: “La SICPRE – prosegue D’Aniello – auspica una condivisa azione politica per la formazione dei professionisti e un’attenta vigilanza sulle strutture in cui vengono eseguiti questi interventi”.
D’accordo con il Presidente anche Maurizio Valeriani, primario di Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica dell’ospedale san Filippo Neri di Roma: “L’intervento di liposcultura è una delle procedure di chirurgia estetica più richieste ed eseguite al mondo: solo in Italia ne vengono effettuate 90 mila l’anno, ma l’incertezza delle attuali norme regionali sulla formazione, totalmente differenti fra loro come se esistessero pazienti di serie A e di serie B fa emergere a mio avviso la necessità di un nuovo testo di legge o di linee guida che uniformino il panorama nazionale nell’interesse, innanzitutto, del paziente”.
Ci si chiede dunque se la chirurgia estetica abbia caratteristiche tali da richiedere una specializzazione accademica obbligatoria, dato che è una chirurgia ’superficiale’ e non tocca organi interni vitali.
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giugno 05, 2009 by
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Come ogni anno i mesi che precedono l’estate sono quelli in cui si concentrano la maggior parte degli sforzi per cercare di ritrovare la linea in vista della prova costume.
Si inizia a eliminare i carboidrati (specialmente pane e pasta), i dolci, i grassi; e magari si prosegue iscrivendosi in palestra oppure correndo al parco vicino casa. Obiettivo: eliminare i chili di troppo. Nulla di male in questo se non fosse che la concentrazione degli sforzi in poco tempo non può che portare frutti effimeri rispetto a un atteggiamento costante e continuativo nel corso di tutto l’anno.
In ogni caso, tra le ultime scoperte riguardanti la perdita di peso ce ne è una che sembra possa dare conforto a chi soffre particolarmente nel ridurre le proprie razioni di cibo a tavola. Secondo uno studio pubblicato su “New scientist”, un gruppo di ricercatori britannici, coordinato da Suzanne Higgs dell’università di Birmingham, ha dimostrato che ricordare nitidamente quel che si è mangiato nel pasto precedente riesce a ridurre l’appetito e il desiderio di mangiare. E nel momento in cui si è a tavola la concentrazione sul piatto che si sta mangiando (magari evitando di guardare la tv), può aiutare ad aumentare il nostro senso di sazietà.
Dall’Australia invece arrivano buone notizie per coloro che desiderano perdere peso senza rinunciare ai piaceri della buona tavola: un gruppo di ricercatori sostiene infatti che si possa dimagrire senza toccare le calorie. “Basta” manipolare le cellule grasse, per accelerarne il metabolismo.
Una ricerca pubblicata su “Pnas” potrebbe invece incoraggiare la produzione di farmaci per bruciare i grassi e aiutare a combattere il diabete. Lo studio ha dimostrato che i topi a cui era stato rimosso l’Ace (enzima di conversione dell’angiotensina), divenivano il 20% più leggeri dei loro compagni avendo fino al 60% in meno di grasso corporeo.
Attualmente esistono già farmaci che bloccano l’azione dell’Ace nell’uomo e vengono usati per combattere l’ipertensione. Quest’ultima ricerca potrebbe favorire la messa a punto di pillole per perdere peso senza troppe rinunce.
Bisognerà capire se uomini e topi reagiranno alla stessa maniera.
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