Benessere e Salute a portata di Click

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Dimagrire: gli integratori vincono su farmaci e libri 0

Posted on agosto 04, 2009 by admin

Dimagrire: gli integratori vincono su farmaci e libri

Le aziende farmaceutiche da anni investono milioni di dollari per trovare la “pillola delle meraviglie”, la sola in grado di aiutare milioni di persone in soprappeso. La gara è aperta e i partecipanti sanno che la posta in gioco è alta. Molto alta: chi la trova è il Re. Ma, almeno in campo farmacologico, la pillola è come l’isola di Peter Pan: non c’è. Negli scorsi mesi sono stati immessi nel mercato tre farmaci che hanno riempito le speranze di chi da sempre cerca di dimagrire senza riuscirci, ma hanno fatto flop: il Ribomanant (Sanofi-Aventis), ritirato dal mercato; stessa sorte per  il Taranabant (Merck) mentre è stato miseramente accantonato  il farmaco sperimentale della Pfizer.

Approfittando di questi fallimenti farmacologici, negli ultimi tempi è emersa una nuova moda alimentare, il metodo Montignac, ovvero, come recita il titolo del suo bestseller, dimagrire per sempre mangiando normalmente. Come? Concentrandosi esclusivamente sull’indice glicemico. Il metodo, aspramente criticato e  giudicato pericoloso dalla comunità scientifica,  una volta divenuto libro, è stato letto da milioni di persone in tutto il mondo. La sua è una “dieta” comoda, quindi per forza di cose incontra chi cerca la soluzione facile. Secondo Montignac, infatti, si può dire addio a esercizi fisici, valori delle calorie e rinunce ai grassi. Per nutrizionisti e cardiologi la dieta Montignac è pericolosa, illude, non serve a niente e porterebbe a  gravi squilibri.

Sul fronte integratori, invece, è ormai consolidato l’innovativo prodotto, considerato utile aiuto per il controllo del peso corporeo nell’ambito di regimi alimentari equilibrati: Benesserlife, i cui principi attivi permettono un adeguamento progressivo alimentare, con una riduzione costante e duratura della massa grassa, non intaccando minimamente quella muscolare. E’ stato reputato un prodotto “educativo”, da integrare quindi durante i pasti, per aiutare la riduzione del peso corporeo. Grazie a queste caratteristiche il successo di Benesserlife è stato straordinario in tutto il mondo.

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Perdere peso senza sforzo: le ultime trovate 0

Posted on giugno 05, 2009 by admin

Come ogni anno i mesi che precedono l’estate sono quelli in cui si concentrano la maggior parte degli sforzi per cercare di ritrovare la linea in vista della prova costume.

Si inizia a eliminare i carboidrati (specialmente pane e pasta), i dolci, i grassi; e magari si prosegue iscrivendosi in palestra oppure  correndo al parco vicino casa. Obiettivo: eliminare i chili di troppo. Nulla di male in questo se non fosse che la concentrazione degli sforzi in poco tempo non può che portare frutti effimeri rispetto a un atteggiamento costante e continuativo nel corso di tutto l’anno.

In ogni caso, tra le ultime scoperte riguardanti la perdita di peso ce ne è una che sembra possa dare conforto a chi soffre particolarmente nel ridurre le proprie razioni di cibo a tavola. Secondo uno studio pubblicato su “New scientist”,  un gruppo di ricercatori britannici, coordinato da Suzanne Higgs dell’università di Birmingham, ha dimostrato che ricordare nitidamente quel che si è mangiato nel pasto precedente riesce a ridurre l’appetito e il desiderio di mangiare. E nel momento in cui si è a tavola la concentrazione sul piatto che si sta mangiando (magari evitando di guardare la tv), può aiutare ad aumentare il nostro senso di sazietà.

Dall’Australia invece arrivano buone notizie per coloro che desiderano perdere peso senza rinunciare ai piaceri della buona tavola:  un gruppo di ricercatori sostiene infatti che si possa dimagrire senza toccare le calorie. “Basta” manipolare le cellule grasse, per accelerarne il metabolismo.
Una ricerca pubblicata su “Pnas” potrebbe invece incoraggiare la produzione di farmaci per bruciare i grassi e aiutare a combattere il diabete. Lo studio ha dimostrato che i topi a cui era stato rimosso l’Ace (enzima di conversione dell’angiotensina), divenivano il 20% più leggeri dei loro compagni avendo fino al 60% in meno di grasso corporeo.

Attualmente esistono già farmaci che bloccano l’azione dell’Ace nell’uomo e vengono usati per combattere l’ipertensione. Quest’ultima ricerca potrebbe favorire la messa a punto di pillole per perdere peso senza troppe rinunce.

Bisognerà capire se uomini e topi reagiranno alla stessa maniera.

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Ansia e Attacchi di Panico: Richieste d’aiuto 0

Posted on giugno 05, 2009 by admin

Chi si rivolge allo psicologo per affrontare problemi di ansia e panico molte volte ha già alle sue spalle un iter medico travagliato, fatto da iniziali richieste di aiuto nei centri di pronto soccorso, per poi approdare alla consulenza di neurologi e cardiologi. I sintomi, spesso identici a patologie fisiche, portano il paziente ad essere convinto d’essere portatore di crisi cardiache o respiratorie, con la sensazione di correre gravi rischi di salute fino alla paura di una morte imminente.

Vi è la percezione, dunque, di un’entità esterna alla persona stessa che appunto attacca, disturba, talvolta “a ciel sereno”, in altre parole senza nessuna causa apparente, attraverso i suoi sintomi: in questo senso i sintomi somatici sono dati concreti che possono essere toccati con mano.

Si può dire che la persona che soffre di ansia e panico sperimenta la sofferenza attraverso la sua carne, i suoi respiri soffocati, la debolezza che talvolta porta allo svenimento dei sensi; il cuore batte all’impazzata ed i brividi e le vampate di calore attraversano il corpo ad ondate.

Ecco il resoconto di Enrica, una giovane donna di trent’anni che aveva consultato uno psicologo per un disturbo di attacco di panico:

La prima volta che ebbi un attacco di panico, fu due anni fa. Stavo passeggiando con due amiche per una strada del centro, quando iniziai ad avvertire dei leggeri giramenti di testa. Inizialmente non mi preoccupai, pensavo che il mio corpo non fosse ancora pronto per il caldo delle prime giornate estive e che, con tutta probabilità, la folla del sabato pomeriggio accentuava quel senso di spossatezza.

Pensai di avere un calo di pressione e mi sedetti all’ombra a prendere un gelato. Dopo un breve intervallo mi resi conto che le cause del mio malessere non avevano niente a che vedere con l’ambiente esterno.

I sintomi adesso erano ben diversi. Stavo male. Non si trattava più di un vago senso di confusione ma di qualcosa di molto più forte. Sentivo le gambe perdere la loro solidità e tremare quasi come se non riuscissero a sostenere il peso del corpo, credevo – senza neanche rendermi conto d’essere seduta – che avrebbero ceduto da un momento all’altro, facendomi crollare per terra.

Avvertivo la presenza degli estranei che mi circondavano sempre più vicina, aumentavano di numero, si spingevano verso di me, togliendomi l’aria. Respiravo con difficoltà, respiri sempre più brevi e rapidi; il cuore mi batteva molto velocemente continuando ad aumentare il suo ritmo.

Mi invase una paura infinita, ebbi la certezza che di lì ad un attimo sarei morta, “alla prossima accelerazione -pensai- avrò un infarto”. Non riuscivo a dire niente, tanto il respiro era strozzato, e l’angoscia mi pervadeva. Sentivo che stavo per scoppiare, che il mio cuore o la testa o tutt’e due sarebbero esplosi, mi sarebbe venuto un ictus.

Attorno a me c’erano solo sagome confuse, che quasi mi schiacciavano e nessuna presenza alleata; non avvertivo né, tantomeno, vedevo la presenza delle mie amiche; sentivo di essere completamente sola, abbandonata a me stessa. Sentivo che la testa mi stava per esplodere: se non fossi morta sarei, di certo, impazzita.

Quando ritornai lucida le mie amiche mi dissero che erano sempre state lì accanto a me e che continuavano a chiedermi cosa sentivo, a tenermi la mano. Mentre mi portavano al pronto soccorso i minuti sembravano interminabili. La fui visitata d’urgenza; il medico mi fece sdraiare sul lettino e controllò con attenzione il battito, il respiro, la pressione del sangue e i riflessi degli arti, ma non ne dedusse niente di significativo; il mio corpo era in piena salute.

Fu allora che cominciai a riprendere il controllo di me stessa; mi sentii improvvisamente sollevata, sembrava che del malore terribile che avevo appena provato non restasse alcuna traccia. Il medico diagnosticò un malore dovuto ad eccessivo stress, mi consigliò di riposarmi un po’ e di cercare di rallentare il ritmo delle mie giornate.

Dunque si trattava solo di questo: dovevo disdire qualche impegno e tutto sarebbe andato perfettamente, il mio corpo non aveva nulla che non poteva essere risolto con una semplice vacanza.

Nei mesi successivi però feci in ogni modo molti controlli specialistici e consultai altri medici spiegando i sintomi di quella che credevo essere una malattia terribile, che covavo silenziosamente; certamente, quello che mi era successo era un chiaro segnale che il mio corpo inviava per allertarmi, dovevo scoprire la malattia e debellarla. Temevo di avere un altro attacco da un momento all’altro, che mi avrebbe paralizzata o resa pazza.

I medici continuavano a confermare la mia piena salute e a rassicurarmi. Per qualche tempo tutto ciò riusciva a tranquillizzarmi; poi tornavo a cercare nuove opinioni e verifiche.

Nel giro di due anni ebbi numerosi attacchi di panico, i sintomi erano sempre gli stessi, mentre la paura di subirli cresceva, invadeva tutta la mia vita, impedendomi d’essere serena e autonoma. Avevo bisogno di essere accompagnata ovunque, se mi trovavo da sola in un posto sconosciuto avevo il terrore di sentirmi male da un momento all’altro. Ben presto queste sensazioni dominarono la mia vita: il lavoro mi risultava faticoso, la relazione con il mio partner era in crisi.

Mi sentivo senza via d’uscita: decisi allora, sotto consiglio del mio medico di base, di rivolgermi ad uno psicologo, benché avessi molta paura di consultare uno specialista in problemi psicologici.”

La sensazione di trovarsi in una via senza uscita- le situazioni cul de sac è il vissuto più penoso di chi soffre di ansia e attacchi di panico e spesso è accompagnato dall’idea di un fallimento personale che invade ogni situazione vitale.

Ma cosa significa “soffrire di ansia” se non si prova a collegarli ai rapporti ed ai contesti che la persona esperisce?

Molte persone lamentano enormi difficoltà nell’affrontare i rapporti affettivi; vivono cercando di supplire ad un cronico senso di vuoto interiore, e si impediscono di trarre piacere dall’esistenza.

Sempre un numero maggiore di individui si vede separato da se stesso e dai contesti che vive: non riescono più a sentirsi realizzati nella propria vita, arrivano al lunedì mattina al lavoro aspettando e sperando che il tempo voli per potersi riposare il fine settimana, per poi ricominciare tutto da capo.

Molti vivono relazioni amorose stancamente; accettano tutta una serie di compromessi nella paura di rimanere soli, rinunciano ai propri sogni nella consolazione di essere persone realistiche; ed alla fine perdono di vista ciò che per loro stessi conta veramente.

Quando una persona non è attenta alla relazione che vive con i suoi pensieri, le sue emozioni, ed alla direzione che ha verso l’esterno, succede che perda la sensazione di essere in contatto con il mondo; ma il legame tra l’individuo e il suo habitat – gli ambienti sociali che vive- è indissolubile.

Ognuno di noi ha sperimentato nella propria vita quanto sia importante il rapporto con il mondo esterno e quanto possa essere significativa l’esistenza solo in presenza del rapporto con l’altro: immaginare la persona come entità distaccata da una realtà sociale è un’astrazione così come è inesistente l’immagine di un quadro senza il suo sfondo.

E’ per questo che dovremmo sempre tenere ben a mente quanto sia significativa sul piano esistenziale la dimensione del legame.

Da un certo punto di vista gran parte di ciò che ci permette l’evoluzione personale è data dalla possibilità dell’incontro con l’altro; nel momento in cui siamo implicati in un coinvolgimento emotivo con chi ci sta di fronte allora abbiamo accesso ad una dimensione conoscitiva che implica il prendere atto della concretezza della vita.

Generalmente una delle sfide più difficili da affrontare la sperimentiamo quando siamo bloccati nelle relazioni e ci sembra di non poter “essere compresi dal mondo”; ed allora in quel preciso momento si è portati a pensare di poter prescindere dal rapporto con gli altri e di poter fare a meno del confronto con l’esterno.

Può accadere nella propria esistenza di arrivare ad un certo punto dove diventa inevitabile fare i conti con la propria dimensione interiore, di sentire di essere portatore di un malessere psicologico che rende faticoso ogni atto, anche il più semplice.

In genere la dichiarazione più eloquente di questo vissuto penoso viene espressa pienamente in affermazioni del tipo: “la vita è un peso” ed essa spesso è connessa alla sensazione che nulla da più piacere.

Il tempo sembra aver operato una perdita di contatto con le proprie emozioni e con la realtà, all’interno della quale il passato appare un paradiso perduto; sono i momenti in cui ci si sente persi, senza direzione e tale perdita di punti di orientamento è tanto profonda, personale ed essenziale che a nulla vale il sostegno e l’affetto altrui.

Sono i momenti in cui le “terapie naturali” come la famiglia, gli amici, il proprio partner, sembrano non reggere più; ed allora ci si sente soli rispetto alle proprie frustrazioni e alle proprie scelta.

Qual è il problema principale? Cosa impedisce all’uomo di potersi realizzare, di poter svolgere il lavoro in maniera creativa o ampliare i propri orizzonti per poter vivere in maniera stimolante?

Quanti riescono a fermarsi per poter riflettere e rendere possibile l’incontro con se stessi ?

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Dimagrire senza diete 0

Posted on maggio 15, 2009 by admin

Le diete impossibili non fanno bene all’organismo. Smettere di mangiare così come diminuire drasticamente le quantità  di cibo giornaliero sono soluzioni che non portano a miglioramenti definitivi.  Per questo è nato Benesserlife , un prodotto innovativo per il controllo del peso corporeo. Il suo utilizzo può aiutare l’organismo a  ridurre l’appetito ed aumentare il senso di sazietà.

Vediamo nel dettaglio quali siano i suoi aiuti.

Migliora il tono dell’umore e dello stato di ansietà

Grazie alla presenza della Rhodiola e ad una maggiore produzione ed utilizzo della serotonina.

Riduce la richiesta di cibo con un indice insulinemico alto (soprattutto i carboidrati)
Grazie alla presenza della Glutamina, associata con la Rhodiola. La loro associazione agisce sui centri della fame e della sazietà.

Migliora la resistenza agli sforzi fisici
Grazie alla presenza di Acido Lipoico

Aiuta l’organismo a bruciare i grassi

La presenza dell’ Acido Lipoico risulta particolarmente utile in tutti quei soggetti che hanno un metabolismo lento e che non sono soliti praticare alcuna attività motoria.

Previene la formazione di rughe e smagliature.
Al Glutatione, il più efficace fra gli antiossidanti, spetta il compito di depurare l’organismo da tutti i prodotti di scarto accumulati durante le diete e il dimagramento. Quest’azione riesce così a evitare danni alla circolazione e agli organi.

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Il primo gel per la riduzione della cellulite 0

Posted on maggio 15, 2009 by admin

La cellulite è stata definita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (O.M.S.) una malattia sociale. Colpisce l’82 % delle donne, indipendentemente dal peso, dal colore della pelle e dall’ età. Solo in Italia sono quattordici milioni le donne che soffrono di cellulite (dati ISTAT) e soprattutto le più giovani si sottopongono a qualsiasi trattamento pur di sconfiggerla.

I fattori che ne facilitano la manifestazione sono molti:  disturbi circolatori, stress, problemi ormonali, vita sedentaria e intolleranze alimentari, per dirne solo alcune. Molto spesso anche una dieta povera di acidi grassi polinsaturi può causarne l’insorgenza. Da come si può vedere è una malattia complessa.

Oggi, però, nel campo della medicina estetica, ci sono buone notizie per chi soffre di cellulite. Recentemente, infatti, si è potuto constatare come l’uso della molecola fosfatidilcolina possa contribuire a  sciogliere il grasso sottocutaneo; infatti, essendo un emulsificante naturale dei grassi, è in grado dunque di favorirne l’eliminazione.

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Il primo gel cosmeceutico ad alto contenuto di fosfatidilcolina utile per la riduzione della cellulite. Provalo subito cliccando qui!

Gli studi in atto hanno dimostrato la sua capacità sia nel ridurre i livelli sistemici di colesterolo e trigliceridi sia nell’aumentare la lipolisi. L’azione della fosfatidilcolina, dunque, si presenta particolarmente interessante per operare sulla componente della cellulite dovuta all’adiposità localizzata.

A questo proposito il gel anticellulite Fosfalife, grazie al suo contenuto, è ottimale nel trattamento degli inestetismi causati da ritenzione idrica, accumuli adiposi e cellulite.

I suoi  principi attivi , infatti, favoriscono la riduzione dello spessore del tessuto adiposo presente, stimolano la microcircolazione sanguinea superficiale rilasciando una  piacevole sensazione di freddo immediato e persistente.

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    La vita è magnifica. Solo se si è in grado di coglierne la bellezza. Per farlo abbiamo bisogno che il nostro corpo e la nostra mente siano in grado di cogliere tale magnificenza: questi sono infatti gli unici strumenti che abbiamo per percepire la realtà. O almeno la nostra realtà.

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