mercoledì, Giugno 19 2024

Le diverse forme di rinite: la rinosinusite

Oggi, la rinosinusite è una tra le forme di rinite più diffusa, soprattutto in associazione all’aumentare, nel tempo, di forme allergiche più varie.

Avere il naso che cola può essere sintomo di diverse tipologie di questo stato, la maggior parte delle volte lieve e temporaneo, ma è importante tenerne sempre cura e soprattutto monitorarne l’andamento che, in base alle cause determinanti dello stesso, può addirittura manifestare cronicità nel tempo.

Le varietà di cui siamo oggi a conoscenza sono diverse e vengono trattate in diversa maniera, in base ai motivi scatenanti: allergie, asma, deviazioni per polipi o per propria conformazione anatomica del setto nasale, virus, batteri, etc…

In questo articolo vedremo, più nello specifico:

  • che cos’è la rinosinusite
  • quali sono le cause
  • i sintomi
  • le varie tipologie di rinosinusite
  • la diagnosi e i possibili trattamenti oggi utilizzati per curarla o comunque gestirla al meglio.

 

Rinosinusite: cos’è

Si tratta di un’infiammazione a carico delle fosse nasali che risultano congestionate, limitando così la respirazione, e producendo eccesso di essudato mucoso che, a sua volta, in base alla tipologia, definisce la gravità dell’infiammazione stessa (allergica, virale, batterica, etc…)

Il tutto assieme ad un aumento della lacrimazione e del peso del seni nasali che produce cefalea.

Può trattarsi anche di un semplice raffreddore temporaneo, dovuta a virus e/o allergeni della durata di pochi giorni o di cause batteriche differenti, in base al fattore scatenante ovviamente.

 

Rinosinusite: le cause

Le cause della rinosinusite possono essere diverse:

  • Allergia;
  • Asma bronchiale;
  • Virus e/o batteri;
  • Fibrosi cistica;
  • Vasculite;
  • Setto nasale deviato (per polipi o conformazione anatomica propria del setto);

Insomma, le cause possono essere diverse e di varia natura, in base ovviamente anche alla tipologia di rinosinusite in questione, ma sostanzialmente si tratta sempre di cause che vanno a scatenare una vera e propria infiammazione all’interno dei seni nasali, uno o entrambi.

 

Rinosinusite: i sintomi

I sintomi possono essere diversi e includono:

  • Ostruzione seni nasali, uno o entrambi;
  • Rinorrea (naso che cola);
  • Cefalea;
  • Tosse;
  • Alitosi;
  • Ovattamento auricolare (orecchie tappate);
  • Febbre (alta o meno);
  • Alterazioni olfattive;

Ovviamente posso essere comuni a più tipologie di rinosinusite, nonostante le cause scatenanti siano totalmente differenti.

 

Rinosinusite: le tipologie

La rinosinusite può avere diverse forme:

  • Acuta: sino a 10-14 giorni di durata;
  • Sub acuta: sino alle 3 settimane di durata;
  • Acuta ricorrente: acute più volte l’anno;
  • Cronica: si protraggono per tutto l’anno con periodi di riacutizzazione dei sintomi;

Queste 4 divisioni seguono semplicemente un criterio temporale.

L’ultima, quella cronica, viene suddivisa, a sua volta, in altre 2 categorie: senza poliposi nasale e con poliposi nasale. Si tratta della presenza o meno di piccole proliferazioni nasali all’interno della mucosa e dei seni, le quali ostruiscono le vie aeree. Quando, invece, non si ha la presenza di queste protuberanze, si ha a che fare con deviazioni aeree dovuto alla conformazione propria dei setti, in quest’ultimo caso la chirurgia diventa essenziale.

 

Rinosinusite: la diagnosi

Per diagnosticare le forme più acute di rinosinusite, ci si avvale dell’endoscopia nasale, oltre che della TAC nel caso in cui i trattamenti risultino del tutto inefficaci.

La TAC serve per evidenziare quello che è l’ispessimento della mucosa e l’opacizzazione dei seni a causa del ristagno del muco nel setto.

 

Rinosinusite: trattamenti

Ovviamente i trattamenti dipendono dalla tipologia di rinosinusite in questione, ma generalmente ci sono alcuni di questi che si adattano a tutte le forme di questa patologia:

  • Decongestionanti, ovvero vasocostrittori, di cui però non bisogna abusare per evitare la congestione di rimbalzo, ovvero il sintomo più forte di ritorno;
  • Corticosteroidi per uso orale o locale, come spray;
  • Antistaminici per Immunoterapia(in caso di rinosinusite allergica per ridurne la sintomatologia momentanea);
  • Lavaggi nasali frequenti con soluzioni a base salina, per disinfettare;

Ovviamente, quando si ha a che fare con rinosinusite acuta si prevede l’assunzione di antibiotici ad ampio spettro e una terapia cortisonica lì dove le vie aeree fossero eccessivamente costrette.

Lì dove, invece, si tratti di rinosinusite cronica dovuta a semplici cause anatomiche di deviazione di setto nasale, l’intervento chirurgico è risolutivo e in alcuni casi necessario per evitare infiammazioni da parte di batteri presenti nel setto nasale che, a causa della sua errata conformazione, infiammano spesso la parte.

In questo caso si parla di chirurgia endoscopica rinosinusale (FESS: Functional Endoscopic Sinus Surgery); un’operazione che si effettua in anestesia totale, al fine di procurare meno fastidio possibile al paziente. L’obiettivo sostanziale è quello di ristabilire la naturale formazione del setto, allargandone entrambe le parti.

 

 

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