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Partorire, fasi del parto: quali sono e cosa aspettarsi. Vuoi sapere come si svolge il parto? Scopri tutto quello che c'è da sapere sulle fasi del parto, i sintomi del travaglio, quanto dura il travaglio e tutte le fasi del parto naturale.

Fasi del parto: quali sono e cosa aspettarsi

Come si svolgono le varie fasi del parto? Quali sono le cose che la futura mamma deve sapere su questo momento tanto temuto della gravidanza? In questo articolo vogliamo spiegarvi tutti i passaggi, da quando dovete preparare la valigia per l’ospedale fino a quando il vostro bel bambino è nato e si trova tra le vostre braccia.

Quando scoprite di essere incinte il medico vi comunica la data presunta del parto, circa un mese prima di questa data dovete iniziare a preparare la valigia, con dentro tutto ciò che vi occorre per il periodo che dovresti passare in ospedale. Il nostro consiglio è quello di chiamare l’ospedale, per sapere da loro le cose, spesso sono pronti a consigliarvi vestiti e accessori utili per quei giorni. Tanti ospedali forniscono queste indicazioni molto importanti. Di solito si consiglia di farlo con un mese di anticipo, proprio per evitare di dimenticarsi qualcosa. In questi 30 giorni avrete sia tempo di valutare se eventualmente avete dimenticato qualcosa e sia lo stesso tempo, siete preparate qualora il bambino dovesse nascere con qualche giorno di anticipo rispetto alla data presunta del parto.

Cosa non dovrebbe mancare in valigia

Anche se l’ospedale dovrebbe finire di questa indicazione, noi qui sotto vi proponiamo alcuni consigli per non dimenticarvi di niente.

Per prima cosa dovete pensare a tutto ciò che occorre al bambino appena nato. Mettete in valigia all’incirca 4-5 magliettine e 5 tutine. Le magliettine migliori sono quelle che si possono sbottonare sulla schiena in modo da poterle togliere e metterle senza troppa difficoltà.

Ricordatevi di portare anche un cambio completo per il bimbo è una copertina. Per quanto riguarda i materiali le tutine migliori sono quelle di spugna, per il resto invece il cotone è sempre preferibile in qualsiasi stagione. Adesso invece dovete pensare a ciò che occorrerà a voi.

Preparativi 3 camicie da notte, portatevi anche una vestaglia, delle calze bianche di cotone, chiaramente delle mutandine, asciugamani. Portatevi i reggiseni per l’allattamento, le mutande a rete di quelle mono-uso e i maxi assorbenti.

I maxi assorbenti sono forniti dall’ospedale, però è sempre meglio portarseli dietro qualcuno. Giusto per sicurezza. Non dimenticatevi di portarvi dietro tutto ciò che vi occorre per la vostra igiene personale come ad esempio le pantofole, lo spazzolino da denti, dentifricio e altre cose utili che siete abituate ad utilizzare. In valigia mettete subito anche un vestito che potrete indossare quando sarete dimesse dall’ospedale.

Avrete da passare un po’ di tempo in ospedale, se anticiparsi con l’acquisto delle riviste non è proprio una buona idea perché saranno un po’ vecchiotte al momento opportuno, potete invece iniziare a prepararmi un lettore mp3 con dentro la vostra musica preferita. Potrebbe esservi utile sia quando il bambino è ormai nato e voi dovrete soltanto aspettare in ospedale le dimissioni e riposarvi un po’, sia durante il travaglio. Una buona idea invece è portarsi anche un libro da leggere nel tempo libero.

Importantissimi per concludere i documenti. Mettete il tutto in una cartellina in modo da consegnarli direttamente all’accettazione al vostro arrivo in ospedale. Non vi preoccupate di metterci una fotocopia delle ecografie più recenti, altri eventuali analisi effettuate, codice fiscale, tessera sanitaria, tessera del gruppo sanguigno, carta d’identità. I documenti relativi alle ecografie e alle altre analisi, dovreste metterle in ordine cronologico.

Si, dovete preparare la valigia con attenzione, ma non preoccupatevi troppo. Non dimenticatevi che comunque se vi siete dimenticati qualcosa a casa, potrete sempre chiedere a vostro marito o ai vostri familiari di portarvi ciò che vi occorre.

Passiamo adesso la parte informativa. Vediamo cosa accade durante la fase del pre travaglio, quella del travaglio e durante le contrazioni. Non solo, parliamo anche del parto nelle sue varie fasi. Inoltre vediamo quando è bene correre subito all’ospedale e quando invece è possibile fare con più calma e anzi, si deve tenere il tempo delle contrazioni prima di andare a partorire.

Pre-travaglio

La primissima fase del parto è chiamata pre-travaglio. In questa fase potresti sentire alcuni fastidi molto simili ai nostri dolori mestruali. Alcune donne li accusano nella fase del travaglio altre invece, nell’ultimo mese di gravidanza. Il periodo chiamato pre-travaglio e noto anche come periodo prodromico. Non vi spaventate se iniziate già sentire delle leggere contrazioni. Sono di preparazione al parto, e indicano la trasformazione che sta venendo al collo dell’utero. Chiaramente dovete fare attenzione, le contrazioni che si presentano nel periodo prodromico sono molto leggere e il dolore deve essere sopportabile. Se così non fosse ma anzi il dolore è intenso e va via via a diventare più forte e le contrazioni sono sempre più vicine l’una all’altra, dovete immediatamente rivolgervi al vostro medico o andare al Pronto Soccorso. Potrebbe Infatti verificarsi un parto prematuro.

Altri sintomi tipici troviamo la pancia bassa, la spossatezza e il mal di schiena. Durante il periodo prodromico potrebbe accadere che perdiate il tappo mucoso.

Cos’è il tappo mucoso

Approfondiamo un attimo il discorso del tappo mucoso. Con il termine tappo mucoso intendiamo il muco che si è andato a creare nel collo dell’utero durante i primissimi mesi della gravidanza. Questo tappo è formato da gel idratato e allo scopo di proteggere il bambino da eventuali batteri che potrebbero entrando dall’utero e passando per il sacco amniotico e danneggiarlo. Lo scopo di questo tappo è quello di sigillare il canale cervicale, creando così una barriera fisica e chimica composta per la maggior parte da acqua e da glicoproteine, quelle sostanze che ne vanno poi a conferire la classica sostanza gelatinosa.

Man mano che la gravidanza giunge al termine, il tappo mucoso Inizia a scendere fino a quando non ne avviene la totale perdita. Chiariamo subito che questa perdita non sta in nessun modo a indicare l’inizio del travaglio. Può Infatti avvenire già alcune settimane prima che il travaglio abbia effettivamente inizio. È vero anche comunque che può uscire anche all’inizio del parto.

Pensate che molte donne non si accorgono neanche di averlo avuto, questo perché la sua uscita non è detto che avvenga tutto insieme. Per alcune donne esce appunto come se fosse un tappo, magari lo ritrovano negli slip. Per altre invece lo sa uscita è lenta e viene percepito come le normali e classiche perdite alle quali una donna in gravidanza è abituata.

Esteticamente appare come una sostanza gelatinosa dal colore che varia dal rosa al marrone. Alcune volte potrebbero esserci anche tracce di sangue. Quando queste vi sono in tracce piccole, non devono creare allarme. Anche se la perdita non coincide con l’inizio del travaglio o con quello delle contrazioni, è bene contattare il proprio medico giusto per avere qualche informazione in più su come è giusto comportarsi relativamente alla propria situazione.

Travaglio

C’è poi il travaglio, la fase che precede il parto e quindi, la tanto attesa nascita del bambino. In questa fase iniziate a soffrire delle prime contrazioni e si rompono le acque (ma come vedrete tra poco, la rottura può manifestarsi anche prima!).

Ci sono alcuni sintomi che vi avvisano che siete entrate in travaglio. I primi sono le contrazioni. Non sono come quelle alle quali accennavamo prima. Questa volta si presentano a intervalli regolari, all’inizio ampi, con una distanza l’una dall’altra anche di un ora. Poi ecco che i tempi si accorciano e le contrazioni sono molto dolorose. Il secondo sintomo è la rottura delle acque. Ma non si rompono sempre, perciò non pensate che se non si sono rotte, allora il travaglio non è iniziato.

Rottura delle acque

Si parla di rottura delle acque quando si rompe la membrana ed esce dal sacco amniotico il liquido nel quale il feto è stato immerso per nove mesi. La sua rottura avviene alla fine della gravidanza o appunto durante il travaglio e sta a indicare che il parto è ormai prossimo.

Tante donne hanno paura di non saper distinguere le acque del sacco amniotico che fuoriescono dalle normali e fisiologiche perdite della gravidanza. Come spiegano gli esperti, nella maggior parte dei casi la differenza è tale da non lasciare dubbi. Quando le acque si rompono è come se venisse versata una tazza di acqua negli slip.

Si rompono quasi sempre a travaglio iniziato, quando il collo dell’utero è dilatato e le membrane sono sotto-tensione e indotte dalle contrazioni oltre che dalle spinte del feto che è pronto ad uscire.

Alcune volte le acque si rompono prima delle contrazioni. In ogni caso è bene andare in ospedale subito in modo da essere ricoverate. Teniamo di conto che le membrane amniotiche hanno lo scopo di mantenere l’ambiente dove sta il bambino sterile. Se si rompono, possono subentrare microrganismi patogeni che causano infezioni.

I medici decideranno il da farsi. Possono iniziare subito la terapia antibiotica oppure, se non vi sono rischi o complicazioni varie, è possibile aspettare alcune ore prima di dare gli antibiotici. Se invece ci sono fattori di rischio viene programmata anche l’induzione al parto.

Può accadere poi che le membrane non si rompono da sole. I medici che seguono il parto potrebbero decidere quindi di provocare la rottura manualmente, usando uno strumento innocuo e indolore.

Contrazioni

Sono contrazioni muscolari involontarie che interessano l’utero. Sono come degli spasmi, che durano alcuni secondi e poi scompaiono. Si possono presentare in ogni periodo della gravidanza. E’ un errore credere che interessano solo la fase prima del parto. Già durante le prime settimane possono comparire quelle fisiologiche, nel periodo in cui magari dovevate avere il ciclo. Sono sporadiche, irregolari e non è detto neanche che vengono avvertite. Nel secondo trimestre ugualmente possono esserci per via dell’ingrossamento dell’utero ma anche per la stanchezza.

Quando vi avvicinate al parto invece, inizierete ad avvertire le contrazioni di Bracton Hicks. Sono quelle che servono per preparare l’utero al travaglio, dilatando la cervice uterina. A differenza di quelle finali, prima della nascita, possono durare per tanto tempo ma non sono ritmiche ne regolari e scompaiono da sole.

Ci sono poi le contrazioni da parto. Annunciano il travaglio quando sono regolari e dolorose e durano nel tempo. Hanno una durata di circa 50 secondi e si ripresentano ogni 10 minuti. Diventano sempre più intense. Le pause diventano sempre più brevi.

Bene, è ora di andare in ospedale

A questo punto dovete andare in ospedale. Se siete sole chiamate subito l’ambulanza o fatevi venire a prendere da qualcuno che in tempi brevi può raggiungervi. Ricordatevi della valigia (in ogni caso qualcuno può andarla a prendere mentre voi siete in ospedale).

Ricordatevi però i documenti, dovete presentarsi al personale nella sala di attesa dell’ospedale. Subito dopo le classiche pratiche burocratiche, verrete visitate dal ginecologo che effettuerà anche un monitoraggio cardiotocografico. Viene registrato il battito del cuore del bambino ma anche le contrazioni uterine. Qui i medici capiscono in che fase del travaglio siete! Alcune volte infatti potreste essere in un falso travaglio. Le contrazioni da regolari possono scomparire come sono arrivate. Se le contrazioni sono regolari, venite ricoverate.

Quattro fasi del travaglio

Ogni ospedale si comporta in modo diverso. Comunque verrete portate in una stanza e qui resterete per 6-12 ore fino a quando la dilatazione non è completa e la testa del bambino non è ben posizionata. Sarà l’ostetrica ad assistervi e vi spiegherà come va il travaglio, ogni tanto farà il monitoraggio cardiotocografico.

Se non avete svuotato bene l’intestino nelle 24 ore precenti potrebbero proporvi di fare un clistele per evitare che ci siano ostacoli nella discesa del bambino. Le contrazioni arrivano a 1-2 minuti e durano circa 1 minuto l’una.

  1. Contrazioni: sono la prima fase. Le contrazioni vengono avviate dal bambino che invia alla mamma segnali chimici, il suo corpo inizia a produrre estrogeni e questi ormoni provocano le prime contrazioni. Ne abbiamo già parlato nel paragrafo sopra!
  2. Travaglio attivo: la produzione di ossitocina stimola la dilatazione della cervice, la quale accompagna la dilatazione dell’utero. Inizia a crearsi il canale dal quale passerà il vostro bambino. Quando la cervice ha una dilatazione di quattro centimetri, si parla di travaglio attivo. Le contrazioni sono più frequenti e acute. L’ossitocina continua a far dilatare l’utero così da entrare nella terza fase.
  3. Fase espulsiva: corrisponde alla nascita del bambino. La cervice ha una dilatazione all’incirca della testa del bambino. E’ il momento per spingere. Per evitare che il pireneo si laceri, l’ostetrica regola le spinte.
  4. Secondamento: è la fase in cui viene eliminata la placenta e anche le membrane. Qui si conclude il travaglio e il parto.

Quando andare prima in ospedale?

Alcune volte aspettare le contrazioni regolari è altamente sconsigliato. Come per esempio quando le acque si rompono e il liquido è un po’ tinto o se mal’odorante. Se perdete il tappo mucoso e c’è molto sangue, ancora se avete perdite di sangue oppure, anche se in abbondante anticipo rispetto alla data presunta del parto, arrivano le contrazioni regolari!

Autore Sara Conti

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Appassionata di estetica e benessere, da anni mi aggiorno seguendo corsi e studiando per saperne sempre di più. Amo viaggiare e mentre lo faccio, scrivo di tutto ciò che mi appassiona e ritengo interessante. Qui su Portale Benessere mi occupo principalmente di maternità e fertilità.


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