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Riflessologia plantare: diventare riflessologo plantare, un scelta vincente. Scopri cos'è la riflessologia plantare, come si fa, a cosa serve, i benefici e dove seguire un corso per diventare riflessologo plantare.

Diventare riflessologo plantare: un scelta vincente

Iniziamo questo articolo dedicato alla professione del riflessologo plantare spiegando cosa si intende oggi per riflessologia plantare, così come viene insegnato anche ai corsi di massaggio DIABASI®.

La riflessologia plantare è una tecnica che affonda le sue radici nella Medicina Cinese e in particolare si basa sulla stimolazione mirata dei punti del corpo attraversati dai cosiddetti meridiani energetici. Ma soprattutto non esiste una sola riflessologia in quanto accanto alla riflessologia plantare dobbiamo considerare anche la riflessologia della mano e quella facciale. In questo articolo vogliamo approfondire la conoscenza di questa tecnica con un breve viaggio in pochi punti.

  1. L’albero

Quando si studia riflessologia plantare e in tutti i corsi di riflessologia la figura umana viene paragonata a quella dell’albero. Un albero in cui le radici sono i piedi, la colonna vertebrale è il tronco e le fronde sono il volto, la parte più vicina al sole e alla luce. Ecco quindi come in questa visione il piede rappresenti la parte più importante in quanto regge tutto l’essere umano e per questo deve essere mantenuto sano e curato.

  1. Il riflesso

Nella fisiologia si intende con riflesso una risposta motoria o secretoria automatica e indipendente dalla volontà dell’individuo. Solitamente si tratta di una risposta indotta da uno stimolo che parte da un recettore periferico situato sulla mano o sul piede e giunge a un organo centrale che può essere il cervello o il midollo spinale. Da qui il riflesso si dirige verso un organo effettore (muscolo, ghiandola o organo). La terapia delle zone riflesse ha quindi l’obiettivo di migliorare alcune funzioni dell’organismo attraverso la manipolazione di punti specifici, i cosiddetti punti di riflesso.

  1. L’unità

Il presupposto alla base della riflessologia plantare è che ogni organo rifletta l’intero organismo e in particolare per quanto riguarda mani, piedi, viso e orecchie che sono sedi delle terminazioni nervose. Ad esempio, prendendo il caso del piede, vi troveremo tutti i punti di riflesso degli organi interni, dalle ossa alla colonna vertebrale.

  1. Sensibilità

La parte più sensibile del corpo umano è proprio il piede con ben 7200 terminazioni nervose. Oltre a queste sulla pianta si trovano moltissimi meccanocettori ed esterocettori sensibili alla pressione.

Riflessologia plantare: le origini

Continuando il nostro viaggio nella riflessologia plantare scopriamo come William H. Fitzgerald sia il padre della riflessologia plantare moderna che nasce all’inizio del Novecento con la prima mappa delle zone riflesse. Infatti, anche se la terapia delle zone riflesse era già praticata 5000 anni fa in Egitto, India, Cina e Perù, è solo nel 1902 che Fitzgerald inizia le sperimentazioni e scopre che la pressione di alcune zone del corpo permette di ottenere analgesie o brevi anestesie. In seguito a tali studi viene pubblicato nel 1917 il libro “Zone therapy, or relieving pain at home”.

La prima studiosa a focalizzarsi sullo studio del piede fu però Eunice Ingham che tra il 1938 e il 1948 pubblico diversi libri e a cui è riconosciuto il merito di aver portato la riflessologia in Europa grazie al lavoro delle sue allieve Hanne Marquardt (tedesca) e Doreen Bayly (inglese). Infine la riflessologia plantare arriva in Italia con Elipio Zamboni e Erasmo Buzzacchi.

Dopo la pubblicazione della mappa del piede ad opera di Fitzgerald gli studi nell’ambito della riflessologia plantare sono fioriti e oggi praticamente ogni scuola ha una propria mappa del piede che differisce da quella originaria per alcune peculiarità. Eppure sono tutti concordi sulla visione generale teorizzata dallo studioso statunitense Fitzgerald.

Le zone del piede secondo Fitzgerald

Nei corsi di riflessologia organizzati dalla Scuola di Massaggio DIABASI® si riprende la suddivisione del corpo umano in 10 zone verticali e 3 orizzontali fatta da Fitzgerald. Applicando la stessa divisione ai piedi uniti sono stati poi individuati i vari punti riflessi con gli organi centrali come colonna e stomaco che si trovano metà su un piede e metà sull’altro. Quelli di destra hanno poi il loro punto di riflesso sul piede destro e quelli di sinistra, come la milza, sul piede sinistro. Nel caso degli organi doppi come i polmoni troviamo la loro localizzazione su entrambi i piedi. Per finire le dita corrispondono interamente alla testa e ai suoi organi.

La riflessologia plantare è inoltre una tecnica che si fonda sull’osservazione del paziente, dalla postura al modo di muoversi e camminare. Naturalmente una particolare attenzione è prestata al piede, alla sua tensione e alla forma. Avere i piedi simmetrici è segno di rilassatezza, mentre se il piede destro e abdotto ecco che segnala una tensione sul lato destro.

La seduta di riflessologia plantare

La terapia di riflessologia plantare si basa su tre momenti distinti: la ricerca dei punti dolenti, il trattamento di riequilibrio generale e il trattamento personalizzato per una durata complessiva di 45 minuti da ripetersi in un ciclo di 10-12 sedute.

Un discorso molto simile riguarda la riflessologia della mano, su cui come nel caso del piede troviamo le terminazioni nervose che sono i punti riflessi dei vari organi del corpo. Sempre come nel piede le dita corrispondono alla testa e al cranio, mentre alla base del pollice troviamo collo, spalla e colonna vertebrale. Sulla mano destra troveremo poi i punti riflessi del fegato mentre sulla sinistra il cuore e la milza.

Infine molti riflessologi applicano la riflessologia facciale vietnamita che si è diffusa a partire dagli anni ’80 grazie all’opera di Boi Quoc Chau e teorizza come anche sul viso si trovino i punti riflessi dei vari organi e dello scheletro. In totale sono stati individuati ben 600 punti e la riflessologia facciale vietnamita è oggi utilizzata per alleviare disturbi come mal di testa, cervicale ma anche stress e insonnia.

Studiare per diventare riflessologo plantare

Scegliere di diventare riflessologo plantare è oggi un’opportunità che offre grandi soddisfazioni non solo dal punto di vista personale ma anche professionale: sono sempre più le persone che si rivolgono alla riflessologia plantare per curare i piccoli disturbi quotidiani o regalarsi un momento di relax e benessere.

Tra i vari corsi presenti in Italia vogliamo qui segnalarvi la Accademia di Riflessologia Plantare DIABASI® (maggiori dettagli su Diabasi.it), un percorso di formazione che si rivolge a chi vuole imparare la tecnica di massaggio al piede, pratica efficace e metodica non invasiva per riportare dolcemente in armonia l’unita psicosomatica dell’individuo.

Studiare riflessologia plantare significa entrare in contatto con la Psicosomatica, l’Energetica Cinese, l’Anatomia e la Fisiologia e individuare sulla base di queste conoscenze i punti riflessi nel piede dei principali organi, apparati e sistemi del corpo umano per svolgere un trattamento completo e professionale.


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