giovedì, Giugno 20 2024

Dolore ai denti: quali possono essere le cause?

Il mal di denti è uno dei disturbi più fastidiosi e meno sopportabili che colpisce una persona e può variare sia in intensità che durata. Tutto dipende dalla causa che lo ha scatenato.

Nella maggior parte dei casi è legato a cause di natura infettiva che colpiscono il dente o la gengiva di chi ne soffre. In queste occasioni si può manifestare in maniera acuta, con un dolore pulsante, continuo, che non passa fino a quando non si risolve in problema. In altri casi, invece, può essere meno continuo e manifestarsi solo quando la parte infetta viene stimolata da sollecitazioni di tipo fisico o termico. Spesso il mal di denti, specie quando è molto intenso, si irradia anche all’osso alveolare che lo sostiene e può coinvolgere intere parti del volto. Esistono cause che non sono legate, inoltre, allo stato di salute dei denti, ma sono esterne, non direttamente connesse alla cavità orale. Può succedere, in questi casi, che il dolore sia più diffuso, meno acuto, ma comunque fastidioso.

Il mal di denti, di fatto, è un sintomo che ci fa capire che qualcosa non va a livello dentale ed è, di solito, uno degli ultimi stadi di un problema più profondo che è degenerato nel tempo. Il mal di denti, ad esempio, è riconosciuto tra i sintomi e cause della pulpite dentale, ma anche della carie, della gengivite e della sensibilità dentale.

Andiamo ad approfondire insieme le ragioni più diffuse da cui scaturisce il mal di denti.

Mal di denti dovuto a infezioni

Il mal di denti, noto anche come odontalgia, non è una malattia vera e propria, ma il sintomo di una infezione che colpisce uno o più denti o le gengive, come già ampiamente accennato. Generalmente una delle cause più diffuse è associata alla carie complicata, una carie, cioè, nel suo stadio più avanzato, ma questo non è l’unico stato infiammatorio che può colpire i denti o le gengive.

Tra i disturbi più diffusi che provocano dolore ai denti c’è anche l’ascesso, ad esempio, che si manifesta con un rigonfiamento nella parte che circonda il dente a causa di un attacco batterico che favorisce l’accumulo di materia e, quindi, l’infiammazione.

Anche l’alveolite è tra le cause più note, un’infiammazione che colpisce invece l’alveolo, la cavità ossea in cui affondano le radici del dente.

Ma si possono distinguere anche la parodontite, o piorrea, una infezione a carico delle gengive che colpisce il tessuto che collega i denti alle ossa e può comportare persino la perdita dei denti.

Il granuloma, invece, è una infiammazione cronica, che colpisce sempre la parte circostante al dente e non dà altri sintomi oltre al mal di denti.

Infine, anche la gengivite e la pulpite, infiammazioni delle gengive o della polpa dentale, sono alla base di un fastidioso dolore ai denti.

Altre cause del mal di denti

Il dolore ai denti non è causato solo da stati infiammatori a carico del dente colpito o della gengiva circostante. Può anche essere di origine diversa da quella batterica.

La rottura o scheggiatura di un dente possono provocare dolori altrettanto intensi, come fosse colpito da infezione. Specie se è profonda ed espone la radice del dente, il dolore può diventare acuto e pulsante e impedire una masticazione serena, a causa della sollecitazione che il dente subisce.

Anche l’ipersensibilità dentale è tra le più diffuse cause del mal di denti. Questa si manifesta con delle fitte acute e pungenti quando il dente colpito entra in contatto con cibi molto caldi o troppo freddi, ma anche con cibi salati, acidi o molto dolci.

Di solito l’ipersensibilità dentale è al tempo stesso sintomo di altri disturbi che possono riguardare o meno l’apparato dentale. Può manifestarsi, di solito, quando l’igiene orale non è corretta, si utilizzano spazzolini con setole troppo dure o si fa uso in maniera prolungata di dentifrici sbiancanti, ma può anche riguardare la recessione gengivale o coinvolgere chi soffre di bulimia. Anche malattie di natura infettiva possono generare una eccessiva sensibilità ai denti, tanto da causare dolore.

Infine, possono generare mal di denti anche l’eruzione dentale, tipica dei lattanti che soffrono di fastidiosi dolori ai denti. La fase di dentizione, di solito, comporta anche altri disturbi, talvolta febbre, dissenteria e rigonfiamento delle gengive. Allo stesso modo, anche la caduta dei denti da latte può comportare una fase di dolore prima e dopo la caduta stessa.

Mal di denti dovuto a cause extra-dentali

Il dolore ai denti, però, non è sempre associato a cause direttamente connesse a infezioni o patologie dentali. Può manifestarsi anche in caso di infiammazioni alle orecchie, problemi cardiaci e sinusite.

In alcuni casi stress e ansia possono condurre al mal di denti, perché la persona che ne soffre tende a serrare costantemente le mandibole, specie nella fase di riposo, quando non si sta muovendo la bocca, al punto da stressare eccessivamente le arcate dentali e generare così un indolenzimento che perdura per qualche ora nel corso della giornata.

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