mercoledì, Giugno 19 2024

La belladonna, il cui nome botanico è “Atropa belladonna”, è una pianta abbastanza nota, apprezzata per i fiori, ma di cui molti non conoscono le curiosità e le proprietà. Ma attenzione agli usi che se ne fanno, è bellissima e letale. Scopriamo le proprietà della belladonna, i benefici per la salute e le controindicazioni.

Belladonna: caratteristiche e curiosità

L’etimologia Atropa deriverebbe da Atropo, il nome di una delle tre Moire che tagliavano il filo della vita. Un nome curioso? Serviva semplicemente a ricordare che le bacche sono velenose. Belladonna fu coniato in epoca rinascimentale, poiché le donne ne utilizzavano gli estratti come collirio per dilatare la pupilla e rendere gli occhi più lucidi (l’effetto della nota atropina come vedremo).

La belladonna è una pianta erbacea perenne della famiglia delle Solanaceae; ha un rizoma robusto ed un fusto eretto che può raggiungere il metro e mezzo, le foglie sono ovali-lanceolate (sia il fusto che le foglie sono ricoperte di peli ghiandolari che diffondono il ripugnante odore emanato dalla pianta).

I fiori sono ermafroditi, ascellari e penduli, a forma di campana e violacei (fioriscono in estate), mentre i frutti sono lucide bacche nere, di piccole dimensioni. La belladonna cresce nelle zone montane, nei boschi di faggi ed è presente per lo più in Europa (molto diffusa in Sicilia), Africa e Asia.

La belladonna può esser coltivata come pianta ornamentale, non richiede molte attenzioni. Predilige le zone soleggiate e riparate dal vento, resiste al gelo. Il suolo deve essere secco con tendenze calcaree, vanno evitati i ristagni ma le innaffiature devono essere regolari.

La pianta deve essere rigorosamente fuori dalla portata di bambini ed animali domestici.

ATTENZIONE: come sopra detto le bacche sono letali, l’ingestione causa delirio, sete, vomito, perdita della sensibilità, convulsioni e morte. Si maneggiano con i guanti.

In tal proposito esiste una filastrocca inglese, qui tradotta, che ricorda a quali sintomi si va incontro adoperando senza criterio la belladonna: caldo come una lepre (febbre) / cieco come un pipistrello (dilatazione pupillare e inibizione dell’accomodazione) / secco come un osso (blocco di salivazione e sudorazione) / rosso come una barbabietola (congestione di volto e collo) / matto come una gallina (allucinazioni, eccitazione).

Belladonna: proprietà e benefici

La belladonna è pericolosa, è vero, ma è anche una fonte di benefiche proprietà grazie ai suoi principi attivi. Fra tutti il principio attivo più noto è l’atropina che viene utilizzata in oculistica per un esame più approfondito della pupilla.

Ecco quali sono:

  • atropina
  • iosciamina
  • scopolamina

Ed ecco quali sono le proprietà della belladonna:

  • proprietà sedative ed anestetiche grazie all’atropina che però è anche una sostanza molto pericolosa ed è utilizzata soprattutto nell’oculistica per dilatare le pupille;
  • proprietà antispasmodiche, aiuta a calmare spasmi, crampi muscolari e coliche;
  • proprietà analgesiche ed antiflogistiche, in particolare aiuta contro cefalea e dolori reumatici;
  • proprietà anticolinergiche;
  • utile contro la bradicardia;
  • diminuisce le ipersecrezioni dell’apparto respiratorio;
  • diminuisce la salivazione;
  • cura le affezioni bronchiali come l’asma e le bronchiti, tramite cataplasmi di belladonna, ma anche faringiti, rinofaringiti, tracheobronchiti e tonsilliti;
  • aiuta a curare i disturbi neurovegetativi, l’ipercinesia e l’iperidrosi;
  • proprietà antipiretiche, aiuta ad abbassare la febbre;
  • aiuta a curare gli occhi in caso di: congiuntiviti allergiche, orzaioli, secchezza oculare, fotofobia;
  • contrasta le affezioni del derma: acne ed eritemi;
  • contrasta le flogosi del tratto gastrointestinale e urogenitale;
  • ha effetti positivi su tremore e rigidità muscolare;
  • efficace rimedio contro le malattie esantematiche, come scarlattina, morbillo, rosolia;
  • allevia le infiammazioni alle orecchie, in caso di otite, dolore, parotite;
  • allevia i disturbi all’apparato genitale (mestruazioni irregolari, secchezza della vagina, vampate di calore, seno infiammato);
  • utile contro i disordini del sistema nervoso (convulsioni, epilessia, nevralgie, allucinazioni, insonnia, depressione);
  • aiuta a sviluppare calore e combattere il freddo.

Si stanno effettuando degli studi in merito all’alleviamento dei sintomi del morbo di Parkinson.

Belladonna: utilizzi e controindicazioni

ATTENZIONE: le informazioni riportate in questo articolo sono a scopo informativo, non sono pertanto da considerarsi prescrizione medica. Prima di assumere rimedi a base di belladonna rivolgersi necessariamente al proprio medico. I rimedi naturali non sono in alcun modo sostitutivi dei farmaci, possono presentare controindicazioni e causare reazioni allergiche, si consiglia sempre per tanto molta cautela nell’utilizzo.

Invito alla cautela visto che gli effetti della belladonna possono essere mortali.

Fra gli effetti collaterali si ricordano:

  • allucinazioni;
  • disordini mentali;
  • perdita del controllo psicomotorio;
  • ipertermia;
  • secchezza alla bocca;
  • problemi alla vista;
  • tachicardia;
  • tremore spastico;
  • insufficienze polmonari;
  • stati di incoscienza anche gravi.

Sintomi da avvelenamento da atropina:

  • mucose secche;
  • difficoltà di parlare e deglutire;
  • pupille midriatiche (aperte, senza riflesso);
  • ipersensibilità del soggetto alla luce;
  • pelle secca e arrossata;
  • febbre;
  • tachicardia;
  • atonia intestinale;
  • eccitazione centralnervosa (irrequietudine, confusione allucinazioni);
  • spasmi;
  • sonnolenza, coma e arresto respiratorio.

ATTENZIONE: può potenziare l’effetto degli antidepressivi.

Non somministrare rimedi a base di belladonna a bambini, donne in attesa ed allattamento, a soggetti disturbati psicologicamente o che assumono barbiturici ed antidepressivi.

I rimedi naturali a base di belladonna possono essere acquistati in erboristeria, previo consiglio medico a cui comunque bisognerà rivolgersi per dosaggio e posologia.

Si può trovare in forma di capsule, granuli, gocce e tintura madre ed anche in cataplasmi.

Non si tratta di un rimedio casalingo né tanto meno da prendere alla leggera, s’invita chi legge a parlare con il medico di fiducia.

Avete mai dovuto utilizzare rimedi naturali a base di belladonna? Quali sono le vostre esperienze?

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