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Coltivare il finocchio

Il finocchio : storia ed usi

La coltivazione del finocchio risale almeno all’Antica Roma ( anche se alcuni ipotizzano che avvenisse già dall’epoca egizia ) e tuttora viene coltivato principalmente in Italia. E ‘ una pianta caratterizzata da un particolarissimo aroma dovuto all’anetolo , un’essenza usata per la produzione di liquori.

Il finocchio è molto versatile ed è conosciuto soprattutto per le sue proprietà digestive , riesce infatti a prevenire la formazione di gas intestinali , cosi spesso se ne fanno con i suoi semi decotti e tisane per placare le coliche gassose dei neonati . L’uso medicinale è infatti noto sin dall’antichità , mentre il suo uso alimentare risale al ‘500 .

Il finocchio come ortaggio è coltivato principalmente per il suo grumolo posto alla base dei gambi , che viene sia cucinato che mangiato crudo in insalata o come ingrediente in centrifugati di verdura o centrifugati digestivi. Le foglie sono adoperate come erba , sia per aromatizzare che per guarnire i piatti , mentre i semi vengono utilizzati anche per il loro aroma simile all’anice.

Sia nell’uso come alimento che impiegato in digestivi , decotti , tisane e centrifugati , il finocchio presenta ottime proprietà nutrizionali e benefici , di cui abbiamo già parlato qui .

La semina e la coltivazione del finocchio

Nel primo anno di vita il finocchio cresce di 75 cm ,ma diventa molto più alto l’anno successivo prima della fioritura. Per crescere il finocchio ha bisogno di una posizione aperta e soleggiata e che soprattutto lo ripari dal vento ( che può portare a problemi a causa della sua altezza ) . Predilige un terreno ben drenato , infatti il segreto per coltivare il finocchio è assicurarsi che trattenga l’umidità e cresca velocemente. Il suolo dovrebbe essere ben concimato per essere sicuri che non si secchi .

Il periodo migliore per la semina è la prima parte dell’estate . Piantate i semi alla profondità di 1 cm e distanziate di 45 cm , diradate le piantine sviluppate a intervalli di 23 cm. Innaffiate bene il terreno , soprattutto durante i periodi secchi. Quando vedete che i grumoli s’ingrossano ricopriteli con della terra fino a metà della loro altezza.
Mentre continuano a ingrossarsi , ammucchiate sempre più terra in modo che si sbianchino e il loro sapore diventi sempre più dolce.

Esistono diverse varietà di finocchio , le più note sono il Finocchio Sirio e il Finocchio Dolce ( detto anche Finocchio Dolce di Firenze ). Vi sono poi il Finocchio grosso di Sicilia e il Finocchio gigante di Napoli .

La raccolta del finocchio

Il finocchio è pronto per essere raccolto dopo circa 2 o 3 settimane dopo che è stato rincalzato, quando il grumolo inizia ad assumere una dimensioni di circa una pallina da tennis .

Potete sia estrarlo dal terreno e togliere successivamente la radice e i gambi fastidiosi , sia tagliarlo alla radice quando è ancora a terra. In questo ultimo modo la radice germoglierà nuovamente e produrrà nuove foglie da usare in cucina per aromatizzare o decorare le pietanze.

Se invece del grumolo o delle foglie , siete interessati a raccogliere i semi di finocchio , dovrete tenerle nel terreno per un secondo anno , fino alla successiva fioritura. Dopo la raccolta ( preferibilmente in un giorno secco ) , andranno fatti essiccare e poi conservati in un barattolo .

Dall’orto alla cucina : come conservarlo e consumarlo

Il finocchio è meglio consumarlo fresco , infatti in frigorifero si manterrà solo pochi giorni.

Parassiti e Malattie della Pianta del Finocchio

Il finocchio molto raramente incorre in parassiti o malattie , il suo peggior nemico infatti è solo il cattivo tempo.

Autore Redazione Portalebenessere.com

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