martedì, Aprile 16 2024

L’apnea notturna è un disturbo molto diffuso tra la popolazione. Sebbene interessi più di frequente gli uomini al di sopra dei 40 anni e con problemi di sovrappeso, può colpire anche le donne, in particolare dopo la menopausa, e i bambini.

Trascurare le apnee notturne e dare loro poca importanza non è mai una buona idea. Sul lungo periodo, infatti, potrebbero causare seri problemi al sistema cardiocircolatorio e al cervello. È per questo motivo che, nel caso in cui si temesse di soffrire di questo problema, sarebbe necessario contattare il prima possibile il proprio medico di fiducia al fine di ottenere una diagnosi e di iniziare il prima possibile una cura adeguata.

Le terapie oggi disponibili sono numerose e possono richiedere l’uso di speciali dispositivi abbastanza costosi e da utilizzare a casa propria, durante il riposo notturno, come i CPAP e i BiPAP. Chi deve affrontare una terapia di breve durata con questi apparecchi può rivolgersi ad aziende che offrono il servizio CPAP noleggio, il quale consente di risparmiare, offrendo tariffe stabilite sul tipo di apparecchio scelto e sulla base della durata del noleggio.

Come capire se si soffre di apnea notturna

Sono numerosi i campanelli d’allarme delle apnee notturne. Uno dei più comuni è il russamento. Sintomo dalle conseguenze sociali ben note, non può essere rilevato dal paziente, il quale non si rende conto di russare, ma solo da chi dorme insieme a lui.

Naturalmente, non tutte le persone che russano soffrono di apnee notturne. Per questo motivo, è molto importante verificare se sono presenti altri sintomi comuni, come:

  • sonnolenza diurna, anche dopo numerose ore di sonno;
  • emicrania;
  • risvegli frequenti durante la notte, accompagnati da fame d’aria;
  • bocca secca al risveglio.

Altri sintomi sono dati da stanchezza cronica, difficoltà mnemoniche e di concentrazione, umore instabile, irritabilità.

In presenza di questi sintomi è molto importante contattare il proprio medico curante.

La diagnosi

Dopo un’attenta anamnesi, il medico potrà decidere di sottoporre il paziente a esami specialistici, volti a valutare l’effettiva esistenza di apnee notturne o di altri disturbi del sonno.

Gli esami d’elezione sono la poligrafia notturna e la polisonnografia completa. Non invasivi ed effettuati durante le ore di sonno, questi consentono di rilevare alterazioni a livello della respirazione e dell’apparato cardiocircolatorio. La polisonnografia completa include anche l’elettroencefalogramma.

Trattamenti e terapie

Una volta ottenuti i risultati degli esami, il medico effettuerà una diagnosi accurata e deciderà – anche sulla base delle cause dell’apnea e della gravità del problema – a quale terapia o trattamento sottoporre il paziente. Le possibilità sono numerose e includono, oltre agli interventi chirurgici:

  • ventilatori notturni;
  • terapie posizionali;
  • apparecchi odontoiatrici;
  • modifiche allo stile di vita.

I ventilatori notturni

Il trattamento ventilatorio è uno dei più noti e utilizzati per contrastare le apnee notturne. I pazienti a cui viene prescritto devono fare uso, ogni notte, di particolari ventilatori che, attraverso un tubo e una maschera oro-nasale o orale, immettono un flusso d’aria nelle vie respiratorie al fine di mantenerle libere e di impedire il collasso di lingua e palato molle.

A seconda del problema da affrontare e delle caratteristiche del paziente, il medico potrà prescrivere l’uso di un:

  • CPAP tradizionale, con flusso d’aria costante configurato in base alla prescrizione medica;
  • APAP o auto CPAP, con flusso d’aria in grado di variare, entro l’intervallo preimpostato, in base al livello di ostruzione presente;
  • BiPAP o Bilevel, con livelli di pressione differenziati per l’inspirazione e l’espirazione.

CPAP: noleggio o acquisto?

Tutti questi modelli di CPAP possono essere acquistati o noleggiati. La scelta è soggettiva e dipende principalmente dalla durata del trattamento.

Mentre un CPAP a noleggio è la scelta migliore in caso di trattamenti di breve durata o durante un primo periodo di utilizzo, laddove il medico volesse valutare la reale efficacia della terapia per un particolare paziente, l’acquisto risulterebbe più conveniente in caso di terapia di lunga o lunghissima durata.

Gli apparecchi odontoiatrici

Tra i dispositivi che possono essere prescritti per il trattamento delle apnee notturne rientrano i MAD o dispositivi per l’avanzamento della mandibola. Indossati durante il riposo notturno, spostano in avanti la mandibola e la lingua, impedendo il restringimento delle vie respiratorie e riducendo il rischio di apnee.

La terapia posizionale

In alcune persone, le apnee notturne si presentano o si accentuano quando dormono in posizione supina. In questi casi, il medico potrebbe consigliare una terapia posizionale, volta a favorire il mantenimento di una posizione che riduca il rischio di apnee.

Questo tipo di terapia può fare uso di cuscini speciali o di piccoli apparecchi da posizionare attorno al collo che vibrano leggermente ogni qualvolta il paziente si mette in posizione supina.

Cambiamenti allo stile di vita

Sovrappeso, scarso esercizio fisico, fumo, alcool sono alcuni dei i fattori che possono aumentare il rischio di apnee notturne. Per combattere il problema, è dunque possibile abbinare alle terapie prescritte dal medico uno stile di vita più sano ed equilibrato.

Previous

Sushi in gravidanza: fa sempre male?

Next

Viso screpolato e pelle secca: cause e rimedi naturali

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Potrebbe Interessarti Anche