giovedì, Febbraio 22 2024

Gonfiore e dolore addominale: le possibili cause

Quando si parla di gonfiore addominale, con conseguente dolore addominale, si ha a che fare con un aumento della tensione all’altezza dell’addome, generata da un eccessivo accumulo di gas nello stomaco e/o nell’intestino.

Le cause, ovviamente, possono essere diverse, tra cui un errato stile di vita oppure diversi errori alimentari banali, ma capita anche che riguardino situazioni più serie e su cui porre particolare attenzione, per esempio patologie come la disbiosi intestinale .

Ma vediamo meglio insieme quali sono i sintomi correlati, le possibili cause e come affrontare quella più comune: la disbiosi intestinale.

Gonfiore addominale: i sintomi correlati

Il sintomo principale riguarda ovviamente la tensione addominale ed il gonfiore, dovuti all’aumento di gas all’altezza dell’addome, ma spesso vi sono altri sintomi che si associano a quest’ultimo:

  • Meteorismo;
  • Aerofagia;
  • Flatulenza;
  • Eruttazioni;
  • Tensione addominale più o meno diffusa e/o intensa;
  • Crampi addominali;
  • Stitichezza e/o diarrea;
  • Cefalea;
  • Stanchezza;
  • Nausea;
  • Irritabilità.

Ovviamente si tratta di sintomi che possono presentarsi o meno in base alla persona e alla gravità del gonfiore, oltre che ovviamente in base alla causa del problema stesso.

Generalmente, il momento della giornata in cui si accusano maggiormente è il post pranzo. Questo a causa anche dell’ingestione di grandi quantità di aria, dovute al pasto.

Gonfiore addominale: le cause

Le cause, come già sopra anticipato, possono essere diverse e variare in base alle problematiche scatenanti.

Partendo da quelle più semplici e comuni:

  • Pasti veloci e masticazione frettolosa;
  • Bevande gassate;
  • Ansia e stress;
  • Fumo;
  • Masticare gomme e succhiare caramelle.

Vi sono anche poi motivazioni più soggettive, che possono condurre a una sensazione di pancia gonfia , legate a:

  • Metodi di preparazione dei cibi, come fritture o aggiunta di spezie o condimenti vari;
  • Proprietà del cibo stesso, come quelli ricchi di fibre che alimentano la produzione di aria nell’intestino (legumi, carciofi, broccoli, cavoli, frutta molto dolce, etc…) o quelli irritanti, come il cioccolato e il caffè, o ancora quelli che contengono molto glutine o zuccheri industriali;
  • Farmaci assunti nel tempo, come gli antibiotici;
  • Intolleranze varie, come al glutine e lattosio;
  • Mestruazioni, in quanto gli ormoni femminili influenzano l’intestino stesso;

La causa più comune: la disbiosi intestinale

L’eccessiva produzione di gas intestinale può anche avere cause più complesse, ma anche più comuni di quanto si pensi.

Il processo infiammatorio che genera la produzione di gas può anche essere generato da infezioni, di origine virale o batterica, così come da intossicazioni alimentari.

Ma la causa più comune in questo senso, è sicuramente la disbiosi intestinale.

Il termine ne spiega il senso nella maniera più semplice: ‘dis-‘ alterazione, e ‘bios’ essere vivente, in riferimento ai miliardi di microrganismi presenti nel nostro intestino.

Si tratta di una vera e propria alterazione della flora batterica intestinale, dovuta a diverse cause:

  • Alimentari: diete monotematiche, eccessi alimentari e additivi;
  • Patologiche: malattie epatiche , pancreatiche, gastriche, malassorbimento dovuto a celiachia e altre intolleranze come quella al lattosio ), senza dimenticare le varie patologie enteriche, quali infezioni, parassitosi etc…;
  • Farmaceutiche: terapie antibiotiche , antiac idi e inibitori della pompa protonica , lassativi e trattamenti ormonali;
  • Neurogene: stress, ansia, depressione (per la stretta connessione tra testa e pancia).

Quindi, quando i livelli della flora vengono alterati, allora tutto ha un funzionamento non corretto, ripercuotendosi sul nostro stato fisico, ma anche mentale.

In sostanza, si hanno molti più batteri “cattivi” piuttosto che buoni, in grado di combatterli; perché nonostante l’alto grado di adattamento e reazione dei batteri così detti buoni, resta sempre la possibilità che fattori esterni o interni al nostro organismo, come quelli sopra citati, possano interferire con queste capacità della flora batterica intestinale.

Si può curare?

Ovviamente sì, si tratta di cure che riguardano:

  • Probiotici e prebiotici: si tratta di integratori che riescono a far riequilibrare la flora batterica ‘buona’, per quanto riguarda i primi, e a nutrirla, per quanto riguarda i secondi. Devono essere assunti generalmente a stomaco vuoto e 1 o 2 volte al giorno. Inoltre hanno bisogno di cicli di assunzione lunghi per essere assorbiti e fare il loro effetto nell’intestino;
  • Accorgimenti alimentari: ovviamente è molto importante il cambiamento delle abitudini alimentari, al fine del corretto riequilibrio della flora batterica intestinale. Si consiglia generalmente di ridurre assunzione di fritti, bibite gassate e cibi irritanti e particolarmente grassi, verso un’introduzione di yogurt, kefir, cereali e fibre leggere varie. Difatti, ricordiamo che è molto importante la regolarità intestinale, al fine di ridurre l’effetto yo-yo di dissenteria e stitichezza, oltre che la presenza di troppa aria dovuta al mal funzionamento intestinale stesso.

Al di là di questi consigli, è sempre bene rivolgersi al proprio medico al fine di attuare un piano di azione del tutto personale e soggettivo, in quanto molti alimenti, in teoria adatti alla dieta contro la disbiosi, così come molti prebiotici o probiotici, potrebbero non essere adatti a tutti e non fare effetto, se non addirittura peggiorare, la situazioni di disbiosi intestinale attuale già presente.

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