venerdì, Febbraio 23 2024

Con il termine pubalgia s’intende una tendinopatia inserzionale, causata da una flogosi sviluppatasi nei muscoli adduttori della coscia che la collegano all’osso pubico. Ad esser maggior colpiti sono gli sportivi, ma può accadere anche che ne soffrano le donne in gravidanza.

Pubalgia: sintomi e cause

Per poter parlare in modo approfondito della pubalgia dobbiamo partire dalle radici, ovvero dalle cause scatenanti.

Ecco quali sono i fattori e le cause scatenanti:

  • ripetuti microtraumi in zona dell’osso pubico;
  • sovraccarico funzionale continuo dovuto a movimenti ripetuti degli atleti;
  • patologie muscolo-tendineo;
  • diabete;
  • patologie reumatiche;
  • scoliosi o iperlordosi;
  • valgismo degli arti inferiori;
  • postura errata;
  • lesioni delle articolazioni della zona tibio-tarsica e del ginocchio;
  • la lassità della sinfisi pubica è la causa primaria della pubalgia in gravidanza.

Nello specifico, la pubalgia può esser ricondotta a settantadue cause, raccolte in tre gruppi:

  1. tendinopatia inserzionale, ovvero causata da microtraumi ripetuti a carico dei muscoli adduttori della coscia e degli addominali;
  2. sindrome sifisiaria, causata da microtraumi indotti dai muscoli adduttori che a loro volta causano il cedimento della sinfisi (si verifica in generale nei soggetti adolescenti);
  3. sindrome della guaina del retto addominale, conosciuta anche come sindrome del nervo perforante del retto addominale, questa terza categoria riguarda i calciatori. L’atto del calciare causa tensione addominale con conseguente stiramento e compressione a carico del nervo perforante.

La pubalgia si manifesta con la seguente sintomatologia:

  • dolore della zona pubica;
  • dolore all’inguine;
  • dolore alle cosce;
  • sensazione di incompleto svuotamento vescicale.

Il dolore può verificarsi all’inizio dell’attività fisica o al risveglio e scompare facendo movimento, se invece si tratta di un caso cronico il dolore è costante.

La pubalgia viene diagnosticata mediante esami strumentali (raggi X, ecografie e risonanza magnetica).

Quali sportivi, oltre ai calciatori, sono a rischio di sviluppo di una pubalgia? Anche chi pratica tennis, scherma, danza, atletica, equitazione, ciclisti e pallamano è esposto al problema.

Come si fa a determinare quanto è grave una pubalgia?

Ecco i gradi dell’infiammazione:

  • Grado 0: dolore lieve non compromette la deambulazione;
  • Grado 1: dolore avvertito nel movimento e durante lo sport;
  • Grado 2: dolore persiste che si avverte anche camminando;
  • Grado 3: dolore forte che impedisce la deambulazione (Tendinosi Cronica).

Pubalgia: rimedi naturali

Cosa si deve fare alle avvisaglie di una sintomatologia da pubalgia?

  • non ignorare il dolore;
  • non continuare ad allenarsi;
  • non sottovalutare i sintomi;
  • consultare il medico.

La maggior parte dei casi di pubalgia lieve diviene cronica proprio perché, nel grado 1, il dolore viene ignorato e considerato una conseguenza del duro allenamento. Ma quando il dolore viene avvertito anche mentre si cammina allora lì è necessario che si accenda una spia d’allarme.

Da notare che quando la pubalgia si presenta con un dolore lieve, riposo e rimedi naturali possono fare la differenza, ma ai gradi 2 e 3, occorre rivolgersi ad uno specialista perché la situazione va trattata con antinfiammatori e terapie mirate.

Per curare la pubalgia con i rimedi naturali, in primis occorre entrare nell’ottica del riposo, quindi per almeno cinque mesi si dovrà abbandonare l’attività fisica (il nuoto può esser consentito dietro consulto medico). Niente corsa, danza o sport con la palla.

Affiancata al riposo si praticherà la crioterapia, ovvero applicazioni di impacchi freddi per attenuare la flogosi (20 minuti per tre volte al giorno, ghiaccio non a diretto contatto con la pelle), quindi fasciature di contenzione ed elevazione. Per quanto riguarda invece i massaggi è bene rivolgersi ad un professionista.

L’assunzione di analgesici ed antinfiammatori deve essere sempre regolata e prescritta dal medico, in quanto l’uso prolungato di alcuni farmaci può causare lesioni all’apparato digerente.

Per alleviare il dolore ci si può sottoporre a sedute di agopuntura e riflessologia plantare.

Fra gli esercizi che si possono eseguire per migliorare il problema, ecco i più adatti:

  • allungamento della catena muscolare posteriore
  • stretching dei muscoli aduttori
  • allenamento isometrico sulla muscolatura adduttoria
  • riequilibrio della muscolatura delle gambe con elastici
  • miglioramento della coordinazione intermuscolare e alla riprogrammazione degli schemi motori sbagliati
  • allenamento atto a rinforzare i muscoli dell’addome
  • rafforzamento dei muscoli retroversori del bacino
  • posizione della farfalla con delicato molleggio delle gambe
  • camminata sul tapis roulant

Si consiglia di eseguire tali esercizi sotto la supervisione di un fisioterapista.

Fra gli antidolorifici naturali consigliati troviamo gli impacchi di zenzero, le pomate all’arnica, a base di curcuma e di artiglio del diavolo.

ATTENZIONE: l’assunzione di analgesici ed antinfiammatori deve essere sempre regolata e prescritta dal medico, in quanto l’uso prolungato di alcuni farmaci può causare lesioni all’apparato digerente. In particolare si ricorda che i farmaci steroidei possono peggiorare il diabete ed il cortisone tende ad indebolire i tendini.

Pubalgia: alimentazione (cosa mangiare e cibi da evitare) e consigli

Come possiamo affrontare la pubalgia aiutando il nostro corpo a guarire? C’è da dire che il cibo è una vera e propria medicina, un rimedio naturale in grado di aiutarci.

Un alimento che andrebbe integrato nella dieta è senz’altro la curcuma che è un potente antitrombotico e antinfiammatorio.

Anche lo zenzero è molto utile per via delle sue proprietà antinfiammatorie.

Si consiglia di assumere zenzero e curcuma sotto forma di integratori per un periodo limitato. La pubalgia non vai mai trascurata perché può comportare tenditi croniche ma anche in ernia.

Per quanto riguarda le donne in gravidanza che soffrono di pubalgia si consiglia di riposare molto, non sollevare pesi e limitare le faccende domestiche, usare scarpe basse, vestirsi da sedute e dormire su un fianco con un cuscino fra le gambe.

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