domenica, Luglio 21 2024

Mani viole, dita nere e pelle fredda, sono tutte manifestazioni di quella che viene definita acrocianosi, una malattia che interessa prevalentemente le donne, ma che può colpire anche gli uomini.

L’acrocianosi è, infatti, una condizione caratterizzata dalla colorazione bluastra o violacea delle estremità del corpo, come le dita delle mani e dei piedi. Questo cambiamento di colore è dovuto a una ridotta circolazione sanguigna e all’accumulo di sangue deossigenato nelle zone periferiche del corpo. Può anche essere il sintomo di altre condizioni mediche, per questa ragione, si consiglia  sempre di consultare un medico per una valutazione e una diagnosi appropriata.

Quali sono le cause dell’acrocianosi e delle mani viola

Nelle forme primitive, le cause sono poco conosciute e indagate, anche perché la prognosi è quasi sempre favorevole e benigna.

Al momento sono proposte due ipotesi patogenetiche:

  • Alterazioni emoreologiche ( del sangue);
  • Disregolazione neurovascolare ( del sistema di controllo del microcircolo).

L’ipotesi emoreologica suggerisce che alterazioni del sangue causino stasi nel microcircolo, ma sembra più una manifestazione che una causa. La disregolazione neurovascolare, prevalentemente nelle zone di regolazione termica (mani, piedi, orecchie, mento e naso), sembra essere la causa principale.

Coinvolge un vasospasmo, ipertono simpatico, stasi venulare e manifestazioni cliniche come la cianosi delle estremità. Il coinvolgimento del sistema neurovegetativo è confermato da associazioni con iperidrosi e ipotalamo (attività emozionale).

Gli individui con acrocianosi sono sensibili alle variazioni di temperatura. La regolazione ipotalamica può essere influenzata da variazioni di peso, con associazioni comuni a anoressia o rapida perdita di peso, ma possono verificarsi anche in obesi con localizzazione prevalente alle gambe.

Sintomi dell’acrocianosi

Generalmente, la localizzazione della cianosi colpisce il dorso e le dita delle mani e dei piedi, mentre naso e orecchie sono interessate solo eccezionalmente. Il palmo della mano diventa di un rosso sfumato, mentre le dita e il dorso assumono una colorazione che va dal blu scuro al viola. Queste variazioni di colore sono strettamente legate ai cambi di stagione, in particolare, quando il freddo è più intenso.

Nei periodi dell’anno più caldi, i sintomi possono regredire, ma in presenza di variazioni improvvise, come l’abbassamento delle temperature e stati di stress emotivo, possono riapparire e accentuarsi.

Il sollevamento degli arti non comporta modifiche alla manifestazione dell’acrocianosi, mentre se si comprime con un dito l’area interessata, la colorazione violacea scompare, diventando biancastra. Il dolore non è un sintomo tipico di questa condizione, ma nei casi più gravi può manifestarsi, in particolare, alle articolazioni delle dita.

Altro sintomo riconoscibile è la sensazione di freddo, le mani sembrano quasi “ghiacciate” rispetto al polso e all’avambraccio, poiché la loro temperatura è inferiore ai 3-4°C

Tra gli altri sintomi:

  • Rigonfiamento dei tessuti causato dall’accumulo di sangue;
  • Dita rigonfie e morbide;
  • Sensibilità alle variazioni di temperatura;
  • Possibile associazione con iperidrosi (eccessiva sudorazione).

Come diagnosticare l’acrocianosi

L’osservazione dei sintomi come le mani viola e le dita nere o bluastre, rappresenta la diagnosi clinica primaria. Attualmente non esistono delle strumentazioni diagnostiche specifiche, e quelle presenti non sono in grado di dirci più di quello che l’osservazione visiva riesce a dire.

Ci sono casi selezionati in cui alcune indagini possono essere d’aiuto anche per diagnosticare patologie sottostanti. Ad esempio:

  • La capillaroscopia del bordo ungueale: esame indicato quando si verifica la cianosi parossistica associata alla sindrome di Raynaud.
  • La pletismografia digitale;
  • Il laserdoppler per indagare la situazione del microcircolo delle dita delle mani;
  • Il doppler ad onda continua per studiare le arterie digitali e il flusso sanguigno del polpastrello;
  • L’ecocolordoppler per studiare, nella forma unilaterale, la presenza di un eventuale trombosi venosa, che può anche associarsi a cianosi distale, simulando cos’è una forma funzionale di acrocianosi.

Cura e trattamento dell’acrocianosi

L’acrocianosi primitiva, essenzialmente benigna, richiede cure e trattamenti mirati. Le precauzioni fondamentali includono norme igieniche e misure preventive contro il freddo, attività fisica, consumo di liquidi caldi, controllo del peso corporeo ed evitamento di alcol e fumo.

Sono da evitare anche alcuni farmaci come la didroergotamina e i betabloccanti mentre, nelle persone che possono assumerli, sono utili i calcioantagonisti o gli alfa litici, purché si bilancino correttamente i benefici con gli effetti collaterali.

In presenza di lesioni, bisogna cercare di mantenere una temperatura costante (20°C) per favorire la cicatrizzazione. Inoltre, trattamenti locali, come emollienza e idratazione, forniscono sollievo durante le esposizioni al freddo. Per l’iperidrosi, l’ionoforesi e in tutti i casi gravi, si può anche considerare la simpatectomia chirurgica, anche se la scelta va ben ponderata e attuata solo nelle situazioni davvero necessarie.

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