domenica, Marzo 3 2024

Il periodo della gravidanza è un momento delicato per le donne, e l’alimentazione diventa un aspetto da considerare con molta attenzione per garantire la salute della mamma e del nascituro.

Tra gli alimenti che sollevano maggiori dubbi c’è il salmone affumicato: è davvero sicuro consumarlo durante la gravidanza? Il salmone in gravidanza fa male o si può mangiare? Facciamo un po’ di chiarezza.

Perché il salmone affumicato è potenzialmente pericoloso?

Uno dei principali rischi associati al consumo di salmone affumicato in gravidanza è la possibile presenza del batterio Listeria monocytogenes.

Questo batterio può causare la listeriosi, un’infezione che può avere gravi conseguenze per la salute del feto, in quanto principale responsabile di aborto spontaneo, parto prematuro e altre complicazioni durante la gravidanza.

La contaminazione può avvenire durante diverse fasi del processo di produzione. Il pesce può essere infettato nelle acque in cui viene allevato o durante l’affumicatura. Quest’ultima può ridurre il rischio di contaminazione, ma non lo elimina completamente e per una donna in gravidanza, il pericolo di contrarre la listeriosi è comunque presente.

Inoltre, il salmone affumicato può contenere anche altri agenti patogeni, come il parassita Anisakis, che può causare disturbi gastrointestinali e allergie. Molte donne credono che la marinatura con limone e aceto uccida tutti questi patogeni, rendendo l’alimento più sicuro, ma in realtà non è così.

Si può mangiare il salmone in gravidanza: si o no?

Dobbiamo precisare che, in generale, mangiare pesce crudo durante i nove mesi di gestazione, è sempre sconsigliato, proprio per l’alto rischio di contaminazione di cui abbiamo parlato in precedenza.

L’unica eccezione è avere la certezza che il pesce sia stato correttamente abbattuto termicamente e poi, mantenuto in condizioni igieniche ottimali.

Non è però sempre possibile avere il controllo della situazione, se ad esempio, si mangia fuori, in un ristorante, è difficile sapere se il salmone ha ricevuto tutti i trattamenti necessari per renderlo idoneo al consumo da parte di una donna incinta.

Per il consumo casalingo, invece, si può avere maggiore controllo, ma bisogna essere sicuri che il frigorifero raggiunga temperature a -18°/-20°C. Quindi, a meno che non si è certi della sicurezza dei trattamenti, bisogna evitare di mangiare salmone crudo in gravidanza.

Salmone cotto in gravidanza

Una donna in gravidanza deve rinunciare completamente al salmone? In realtà no, l’importante è cuocerlo. Questo alimento è ricco di acidi grassi omega-3, proteine e vitamina D, importanti per lo sviluppo sano del cervello e delle ossa del feto. L’apporto nutrizionale offerto è essenziale anche per la salute e il benessere della mamma.

Una cottura adeguata elimina i rischi legati ai parassiti e preserva la qualità nutrizionale del pesce. Il salmone si può cuocere in tanti modi: al forno, in padella o alla brace, l’importante è che sia sempre ben cotto a puntino.

Infine, come per tutti i pesci di grossa pezzatura, anche il salmone contiene una grande quantità di mercurio, metallo pesante che può avere effetti nocivi sul sistema nervoso centrale del feto.

Per questo motivo, si consiglia di non consumare quantità eccessive, limitandosi a un solo trancio di salmone alla settimana, in modo da evitare l’accumulo nell’organismo della madre.

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